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Regolamento della Consulta


Articolo 1
(Istituzione e scopi)
  1. La Consulta provinciale sulla sicurezza stradale (di seguito denominata Consulta) ha sede presso l'Amministrazione Provinciale di Crotone, via M. Nicoletta n. 28.
  2. La Consulta promuove iniziative per diffondere la cultura della sicurezza stradale, favorisce e coordina la partecipazione al processo di miglioramento della sicurezza stradale da parte delle istituzioni, delle associazioni di categoria, del sistema delle imprese, delle rappresentanze sociali. A tale fine la Consulta si costituisce come sede permanente di confronto, discussione e proposta sui problemi legati alla sicurezza stradale.
  3. In relazione a quanto indicato nel comma precedente la Consulta, in coerenza con quanto indicato dall'art. 32 della l.n. 144 del 1999 ed in conformità al Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, persegue l'obiettivo di costruire una rete di relazioni e interscambio di esperienze fra tutti i soggetti pubblici e/o privati che lavorano sul tema, costituisce punto di riferimento per lo sviluppo delle politiche di sicurezza stradale, promuove l'elaborazione di progetti, indirizzi e linee guida per interventi finalizzati a migliorare la sicurezza stradale e contribuisce ad identificare i canali di finanziamento pubblici e privati per misure ed interventi nel campo della sicurezza stradale.
  4. La Consulta Provinciale per la Sicurezza Stradale di Crotone è lo strumento di raccordo con i soggetti e le istituzioni territoriali locali, per l'analisi, la verifica e l'approfondimento delle problematiche inerenti la mobilità e la sicurezza stradale nel territorio della Provincia di Crotone. La Consulta funge da collettore di problemi e di necessità che vengono evidenziate ai diversi livelli istituzionali e presso le rappresentanze delle forze economiche e sociali locali, è sede di valutazione, di confronto e di scambio di informazioni, in materia di sicurezza stradale e recepisce le istanze dei vari soggetti operanti sul territorio per gestire con maggiore efficacia le competenze in questa materia.

Articolo 2
(Composizione della Consulta)
  1. Sono componenti di diritto della Consulta:
    1. la prefettura di Crotone;
    2. la Provincia di Crotone;
    3. i Comuni della Provincia;
    4. le comunità montane;
    5. i corpi di polizia od altri organismi con compiti di polizia stradale, secondo quanto indicato dal vigente art. 12 del d.leg.vo n. 285 del 1992;
    6. l'A.N.A.S.;
    7. gli altri enti pubblici o loro associazioni;
    8. l'Azienda Sanitaria Locale;
    9. le aziende di trasporto pubblico locale;
    10. le Organizzazioni sindacali;
    11. le Organizzazioni datoriali.
  2. Sono componenti, su richiesta della Consulta, altre Istituzioni o rappresentanze economiche, sociali e civili che possono fornire un contributo in materia di sicurezza stradale.
  3. L'adesione alla Consulta - ad eccezione della Provincia di Crotone, ente istitutore e membro di diritto - deve essere espressa mediante idoneo atto, del relativo organo esecutivo, che manifesti l'esplicita volontà del soggetto aderente, oppure mediante richiesta sottoscritta dal rappresentante legale dell'ente richiedente, nominando nel contempo un proprio rappresentante. Nel caso di associazioni, gruppi o comitati privi di idoneo riconoscimento giuridico, è comunque necessaria richiesta sottoscritta dal rappresentante di fatto, con indicazione della denominazione, della missione specifica e del campo di lavoro - compatibile per ambito territoriale, obiettivi o statuto con le finalità della Consulta - dell'organizzazione stessa.
  4. L'Assemblea plenaria della Consulta - all'inizio di ciascuna riunione - prende atto delle richieste di associazione ad essa pervenute (e istruite dal Comitato di Presidenza), valutandole e procedendo, di seguito, all'eventuale approvazione.
Articolo 3
(Recesso)

E' fatto salvo il diritto di recesso, con le stesse modalità previste per l'adesione.

Articolo 4
(Organi costitutivi)
  1. Sono organi della Consulta il Presidente, l'Assemblea Generale, il Comitato di Presidenza.
  2. La Consulta si avvale, per gli aspetti conoscitivi e valutativi, del Centro Monitoraggio istituito presso l'Ufficio di Sicurezza Stradale della Provincia di Crotone. Solo qualora il Centro di Monitoraggio non sia in grado di soddisfare le esigenze specifiche della Consulta, questa può richiedere il contributo di altri soggetti, purché a titolo non oneroso.
  3. Presidenza: Il Presidente della Consulta è l'Assessore alla Viabilità della Provincia di Crotone. L'Ufficio di Segreteria, con compiti operativi a supporto delle attività e del funzionamento della Consulta, è individuato presso la Segreteria dell'Assessore alla Viabilità.
  4. L'Assemblea Generale: è composta da un rappresentante per ciascuno degli enti, istituzioni od associazioni elencate nel precedente articolo 2, commi 1 e 2.

L'Assemblea generale si riunisce almeno due volte all'anno, su convocazione del Presidente:
  1. per esprimere indirizzi generali in materia di strategie e di priorità per il miglioramento della sicurezza stradale;
  2. per formulare valutazioni di ordine generale sull'evoluzione della sicurezza stradale e sui risultati raggiunti dagli interventi per migliorare la sicurezza stradale realizzati nel territorio provinciale;
  3. per approvare il "Programma Annuale delle Attività" di cui al successivo comma 5, lettera a), le linee di azione o i singoli interventi e le misure di particolare rilevanza proposte dal Comitato di Coordinamento;
  4. per valutare i risultati dell'attività della Consulta;
  5. per approvare le richieste di iscrizione tra i membri della Consulta dei soggetti di cui all'art. 2, comma 3.

Essa è convocata altresì una volta all'anno, come Seduta Generale, alla presenza dei componenti dei Gruppi tecnici di lavoro eventualmente costituiti, per la verifica del lavoro svolto e per le funzioni di indirizzo e impostazione degli interventi da porre in essere per l'anno successivo.
L'Assemblea si esprime (a maggioranza semplice) in merito alle questioni iscritte all'ordine del giorno. Essa è presieduta dal Presidente della Consulta e, all'inizio di ciascuna seduta, nomina al suo interno un Segretario, che redige apposito verbale delle sedute stesse. L'approvazione del verbale - copia del quale viene inviata ai componenti dell'Assemblea, unitamente all'ordine del giorno, con congruo anticipo rispetto alla convocazione della stessa - avviene di norma all'inizio della seduta immediatamente successiva. Eventuali convocazioni straordinarie possono essere richieste da almeno 1/3 dei componenti e vanno di norma esperite entro trenta giorni dalla richiesta. L'impossibilità di partecipazione alle assemblee va motivata e, dopo tre assenze consecutive non giustificate, decade l'adesione e ne viene data comunicazione all'ente e/o associazione, da parte della presidenza della Consulta congiuntamente alla richiesta formale di rinnovato impegno di adesione o formale accettazione di rinuncia per decadenza.

Il Comitato di Presidenza: sviluppa gli indirizzi dell'assemblea secondo le indicazioni e il programma stabiliti dal Presidente, definisce in dettaglio le attività da realizzare, istituisce i Gruppi di Lavoro, ne coordina le attività e ne verifica i risultati conseguiti riportandone la sintesi in Assemblea, affianca il Presidente nello svolgimento dei compiti operativi, richiede i servizi per le attività a supporto del funzionamento dei Gruppi di Lavoro al Centro di Monitoraggio.
Il Comitato di Presidenza è costituito da 8 membri di cui, oltre al Presidente, 7 sono normalmente nominati dall'Assemblea Generale, individuati tra i componenti dell'Assemblea stessa e, solo in prima nomina, su segnalazione del Presidente.

Il Comitato è pertanto composto da:
Il voto del Presidente della Consulta, in caso di parità, è dirimente.
I membri del Comitato durano in carica quattro anni rinnovabili, salvo recesso anticipato. Per il primo anno di attività della Consulta, il mancato completamento, per numero e composizione, del Comitato non ne compromette l'operatività e le decisioni.
Il Comitato è convocato dal Presidente con preavviso di almeno 15 giorni e si riunisce in seduta plenaria almeno quattro volte l'anno.

Il Comitato di Presidenza si riunisce in via ordinaria almeno una volta ogni bimestre e ha il compito di:
  1. adottare e sottoporre all'approvazione dell'Assemblea il "Programma Annuale delle Attività" della Consulta;
  2. fornire al Centro di Monitoraggio gli indirizzi generali per la definizione in linea tecnica del "Programma Annuale delle Attività";
  3. sovrintendere al corretto ed efficace andamento della attuazione del "Programma Annuale delle Attività" e verificarne i risultati;
  4. definire i termini di partecipazione della Consulta a iniziative promosse da altri soggetti e stabilire le relative deleghe e mandati di partecipazione;
  5. verificare i risultati delle attività sviluppate dai gruppi di lavoro;
  6. trasmettere alle Amministrazioni Provinciali, alle Amministrazioni Comunali e al Governo Regionale i risultati dell'attività della Consulta che possono fornire un ausilio all'azione di governo o normativa in materia di sicurezza stradale;
  7. emettere parere sulle domande di iscrizione all'assemblea dei componenti su richiesta di cui all'art. 2, comma 2°.

Il calendario delle riunioni operative del Comitato di presidenza è regolato dalla stesso Comitato in relazione agli indirizzi e al programma determinati dall'Assemblea Generale.

Articolo 5
(Gruppi di lavoro)

  1. In relazione agli indirizzi formulati dall'assemblea, il Comitato di presidenza può costituire appositi gruppi di lavoro dedicati a specifiche aree problematiche, di cui fanno parte i membri dell'Assemblea e rappresentanze che possano fornire un contributo specifico a titolo non oneroso.
  2. Le eventuali esigenze conoscitive o di elaborazioni dovranno essere soddisfatte attraverso i servizi resi disponibili dal Centro di Monitoraggio o, dagli organismi istituzionalmente competenti nella materia in questione. Solo nel caso in cui il Centro di Monitoraggio o gli organismi tecnici istituzionalmente competenti non fossero in grado di soddisfare dette esigenze, il Gruppo di lavoro potrà richiedere al Presidente di rendere disponibili apporti sostitutivi, sempre a titolo non oneroso.

Articolo 6
(Convocazione dell'Assemblea)

Articolo 7
(Criteri generali di indirizzo dei progetti)

Il presente regolamento stabilisce i seguenti criteri generali di indirizzo per lo sviluppo di attività in materia di sicurezza stradale che l'assemblea può confermare o integrare nella prima seduta di ogni anno:

CRITERI GENERALI
  1. Definizione di obiettivi, campi di intervento e linee di azione basate su specifiche analisi dell'incidentalità stradale.
  2. Concertazione interistituzionale e partenariato pubblico e privato nella definizione delle azioni a favore della sicurezza stradale e nella loro realizzazione.
  3. Carattere intersettoriale dei progetti.
  4. Coinvolgimento di tutti i soggetti che possono contribuire al miglioramento della sicurezza stradale.
  5. Individuazione delle alternative più efficaci ed efficienti per migliorare la sicurezza stradale al fine di conseguire la massima riduzione delle vittime a parità di risorse finanziarie e progettuali impegnate.
  6. Assunzione di obiettivi quantitativamente definiti.
  7. Impegno al monitoraggio degli obiettivi conseguiti.
  8. Possibilità di riprodurre e ripetere il progetto in altre esperienze.
  9. Individuazione di canali diversi di comunicazione che favoriscano la più ampia diffusione del progetto.

Articolo 8
(Oneri finanziari)

1 La partecipazione ai lavori della Consulta avviene a titolo gratuito.
Articolo 9
(Disposizioni finali)

1 Per tutto quanto non contemplato nel presente Regolamento, trovano applicazione le norme stabilite dal Codice Civile e dalla normativa vigente.
Presentazione attività svolta Centro di Monitoraggio

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